Oggi, 16 agosto, è San Rocco, protettore dei malati, dei cani e degli animali.

La tradizione racconta che Rocco, dopo essersi dedicato alla cura degli appestati, si ammalò a sua volta.
Per non contagiare altre persone, si ritirò da solo in una capanna, lontano da tutti.

🐕 Fu un cane ad accorgersi di lui: ogni giorno tornava a trovarlo portandogli un pezzo di pane e, secondo alcune versioni, leccandogli le ferite.

💞 Poi condusse fino a lui il proprio padrone, permettendo che Rocco venisse finalmente soccorso.

Mi colpisce profondamente che, nel momento in cui gli uomini non videro più quella sofferenza, fu un animale a riconoscerla.

Quel cane non pronunciò parole e non compì gesti straordinari.

Fece semplicemente ciò che gli animali sanno fare: si accorse di una creatura in difficoltà, le rimase accanto e, con la propria presenza, ricondusse un essere umano verso un altro essere umano.

Per questo penso spesso che gli animali non siano soltanto creature da proteggere e salvare: sono anche potenti strumenti d’amore.

Ci insegnano a vedere, a sentire, ad accorgerci della vulnerabilità dell’altro.

E, proprio attraverso questo sguardo, possono ricondurci alla parte più autentica della nostra umanità.

San Rocco è sempre raffigurato con un cane

🐶🌊 In questi giorni sto vedendo molti più animali in spiaggia insieme alle proprie famiglie.

È bellissimo osservarli.

Ognuno ha la sua personalità, il suo carattere, il proprio modo di stare accanto agli esseri umani.

C’è quello curioso, quello timido, quello che osserva tutto, quello che cerca continuamente il contatto e quello che sembra semplicemente felice di condividere un luogo e un momento con chi ama.

E sono tutti straordinariamente “educati”, nel senso più umano del termine: non perché obbediscono o non disturbano, ma perché sanno stare.

Sanno aspettare, adattarsi, rispettare gli spazi, comunicare senza imporsi.
Sono presenze discrete e, nello stesso tempo, profondissime.

💞 E guardarli rende ancora più evidente quanto sia ormai assurdo continuare a considerarli qualcosa di altro da noi: esseri separati, accessori delle nostre vite o presenze tollerate soltanto quando non creano problemi.

Io sogno un mondo in cui un animale sia riconosciuto come una presenza fondamentale.

Un essere vivente con una propria sensibilità, una propria dignità e un proprio modo di entrare in relazione con noi.

Un mondo in cui non ci domandiamo soltanto che cosa possiamo fare noi per gli animali, ma anche che cosa gli animali fanno ogni giorno per noi.

Il cane di San Rocco non fu soltanto un compagno fedele, fu colui che vide un essere dimenticato, se ne prese cura e mostrò a un uomo la strada per raggiungerlo.

In qualche modo, salvando Rocco, salvò anche una parte dell’umanità di chi aveva smesso di accorgersi di lui.

È questo che penso quando dico che i gatti, e più in generale gli animali, sono potenti strumenti d’amore.

Prenderci cura di loro significa certamente nutrirli, curarli e proteggerli.
Ma significa anche permettere loro di educare il nostro sguardo.

Perché quando impariamo ad accorgerci della sofferenza di un animale, diventa più difficile voltare la testa davanti a quella di qualunque altro essere vivente.

Forse gli animali non sono soltanto qui perché noi possiamo salvarli.

Forse, proprio come il cane di San Rocco, sono qui anche per salvare qualcosa dentro di noi.

“L’amore cambia il mondo. Un gatto può insegnarci da dove cominciare” ❤️🐾